Norme redazionali

NORME EDITORIALI

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Immagini

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Norme di battitura

Carattere

Tipo e dimensione: Arial, dimensione 12 per titoli e testo, 10 per note.

Titolo del contributo: in tondo, grassetto.

Testo e note: in tondo; fanno eccezioni: forme idiomatiche brevi espresse in latino o in lingua differente da quella del contributo (in corsivo); titoli di opere citate in note e negli apparati (in corsivo); autori e curatori (in tondo).

Paragrafi

Qualora il testo sia suddiviso in paragrafi, sotto-paragrafi ecc., ciascuna di queste sezioni deve essere necessariamente corredata di un titolo in grassetto, senza numero d’ordine.

Interlinea, spazio, tabulazioni, elenchi

Interlinea singola; nessuno spazio prima della punteggiatura, tra parola e successivo richiamo di nota, tra le virgolette e le parole contenute.

Non inserire alcun tipo di tabulazione né di elenco puntato e/o numerato.

Trattino

Trattino corto (-): senza spazi nelle parole composte (socio-politico), nell’indicazione di un intervallo di pagine (pp. 15-18) e nella separazione dei numeri romani (XI-XII).

Trattino medio: per indicare le frasi incidentali, preceduto e seguito da uno spazio («… un bifoglio – in origine la coperta – e un quaternione …»).

Virgolette

 “alte doppie”: per enfatizzare singole parole o per espressioni idiomatiche espresse nella stessa lingua dell’articolo

«caporale»: per le citazioni.

Puntini di sospensione

Tre: sostituiscono parole o frasi che vengono omesse.

Note a piè di pagina

Numerate progressivamente con cifre arabe e poste a piè di pagina. Il richiamo di nota nel testo precede i segni di punteggiatura.

Citazioni nel testo

All’interno del testo le citazioni vanno in tondo, fra virgolette a caporale « »da segnarsi solo al principio ed alla fine del passo. La citazione non si apre e non si chiude tra puntini di sospensione. Le citazioni all’interno di citazioni andranno contraddistinte mediante virgolette alte “ ”. Eventuali omissioni vanno indicate con tre punti tra parentesi tonde (…) Quando la citazione supera le tre righe di testo essa va staccata dal contesto mediante a capo, non preceduta né seguita da virgolette, rientrata e in corpo minore, senza puntini iniziali né finali. Eventuali interventi chiarificatori o aggiuntivi dell’autore del saggio vanno posti fra parentesi quadre e in corsivo. Qualora si modifichi la forma della citazione, si indica in corsivo la parte modificata.

CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE

Libri. Autori e curatori vanno indicati con l’iniziale del Nomee il Cognome per esteso ein tondo. Il titolodell’opera va in corsivo. Seguono il luogo (in lingua originale) e la datadi edizione, non separati da virgola. Di solito non si indicano gli editori, con l’eccezione degli antichi stampatori (Seicento incluso). Es.: R. Greci, Mercanti, politica e cultura nella società bolognese del medioevo, Bologna 2005. Nel caso di un’opera già citata una prima volta si omette l’iniziale dell’autore e si fa seguire cit. al titolo dato in forma abbreviata senza interporre una virgola. Es.: Greci, Mercanti, politica e cultura cit. Se il medesimo autore è citato in note consecutive sarà indicato con Id. o Ead. Se oltre all’autore è citata la stessa opera si scriverà: Ibidem o Ibid. Se il titolo include un altro titolo, o termini latini o in altra lingua diversa dall’italiano, essi andranno in tondo: Es.: M. Gazzini, Dare et habere. Il mondo di un mercante milanese del Quattrocento, Milano 1997. Le edizioni successive alla prima si indicano nella forma apicale: Milano 2002². Le curatele si indicano dopo il titolo e i nomi dei curatori, se più di uno, vanno separati da una virgola. Es.: La chiesa e il potere politico, in Storia d’Italia Einaudi, Annali, 9, La Chiesa e il potere politico dal Medioevo all’Età contemporanea, a cura di G. Chittolini, G. Miccoli, Torino 1986. Per le opere in traduzione si mettano tra parentesi tonda il luogo e la data dell’edizione originale. Esempio: J. Henderson, Pietà e carità nella Firenze del basso medioevo, Firenze 1998 (Oxford 1994). Viceversa: J. Henderson, Piety and Charity in Late Medieval Florence, Oxford 1994 (trad. it. Firenze 1998). Per le ristampe anastatiche si mettano tra parentesi il luogo e la data della ristampa. Es.: I. Affò, Storia della città di Parma, Parma 1792-1795 (rist. anast. Bologna 1980), 4 voll.

Articoli su rivista: Autore e titolo dell’articolo come per i libri, seguiti da ‘in’ più il nome della rivista citato in tondo tra virgolette a caporale, indicando dopo una virgola l’annata in numeri arabi, l’anno di pubblicazione tra parentesi, l’eventuale numero di serie o di fascicolo, le pagine comprese dall’articolo (seguite tra parentesi delle pagine dell’eventuale citazione). Es. A. Vauchez, Sainteté laïque au XIIIe siècle: la vie du Bienheureux Facio de Crémone (v. 1196-1272), in «Melanges de l’École française de Rome. Moyen Age et Temps moderns», 84 (1972), pp. 13-53 (p. 40). Attenzione a non confondere il numero del fascicolo con il numero dell’annata. Le parentesi dentro parentesi tonde diventano quadre: (U. Gualazzini, Dalle prime affermazioni del «populus» di Cremona agli statuti della «Societas Populi» del 1229, in «Archivio Storico Lombardo», n.s. 2 [1937], pp. 3-66).

Saggi compresi entro opere miscellanee, atti di convegni, cataloghi di mostre vogliono l’indicazione sia dell’autore, sia del curatore dell’opera. Es.: J.-C. Maire Vigueur, Religione e politica nella propaganda pontificia (Italia comunale, prima metà del XIII secolo), in Le forme della propaganda politica nel Due e nel Trecento, Atti del Convegno, Trieste 2-5 marzo 1993, a cura di P. Cammarosano, Roma 1994 (Collection de l’École Française de Rome, 201), pp. 65-83. Non si usa mai AA.VV.: se gli autori sono più di tre non vanno indicati.

Fonti

Nelle note andranno indicate per esteso le informazioni relative alle fonti citate nel testo, secondo il seguente ordine: nome dell’archivio o della biblioteca che ne è luogo di conservazione (per esteso, dopo la prima citazione si potrà ricorrere alla sigla corrispondente); nome del fondo (per esteso, in seguito può essere abbreviato); indicazione precisa del documento o del manoscritto (buste o cartelle; fascicoli, documenti, carte o fogli). Di carte e fogli va data l’indicazione del recto (r.) o del verso (v.). Es.: Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, Archivio del Consorzio della Misericordia (d’ora in poi Archivio MIA), ms. 937, f. 6v; Archivio di Stato di Parma (d’ora in poi ASPR), Antichi Ospizi Civili, fondo Rodolfo Tanzi (d’ora in poi RT), b. 11 fasc. 2 e b. 21 fasc. 1; Archivio della Fabbrica del Duomo di Milano (d’ora in poi AFD), Fondo Possessi foresi, cart. 352, fasc. Segrate, doc. 1.

Fanno eccezione i nomi di autori, titoli di opere greci e latini, e corpora epigrafici che andranno indicati nelle note secondo le abbreviazioni consuete (cfr. ad es. quelle indicate dall’Oxford Classical Dictionary qui: https://oxfordre.com/classics/page/ocdabbreviations).

Siti web

Alle norme di citazione indicate in precedenza si aggiunga l’url fra parentesi angolate < >, e la data di apertura del sito (tra [ ]). Es.: G. Todeschini, Mercato medievale e razionalità economica moderna, in «Reti Medievali – Rivista», VII (2006), 2, p. 6 <www.rivista.retimedievali.it> [14 maggio 2019]. Oppure, se l’indicazione riguarda un sito nel suo insieme, basterà indicarne il titolo: Reti medievali. Iniziative on line per gli studi medievistici < http://www.rm.unina.it/ > [10 marzo 2019].

Lunghezza degli interventi

Recensioni: massimo 10.000 caratteri, spazi inclusi

Descrizione di fonti: massimo 18.000 caratteri, spazi inclusi

Cronache di convegni: massimo 30.000 caratteri, spazi inclusi

TAVOLA DELLE ABBREVIAZIONI

allegato/i=all. nota del curatore=n.d.c.
anno/i=a./aa. nota del redattore=n.d.r.
appendice/i=app. nota del traduttore=n.d.t.
articolo/i=art./artt. numero=n.
busta/e=b./bb. nuova serie=n.s.
capitolo/i=cap./capp. pagina/e=p./pp.
Cartaceo=cart. pergamena/e=perg./pergg.
citato/i=cit. prefazione=pref.
colonna/e=col./coll. protocollo/i=prot./prott.
Confronta=cfr. quondam=q.
dattiloscritto/i=datt. recto=r
documenti/i=doc./docc. registro/i=reg./regg.
Estratto=estr. ristampa anastatica=rist. anast.
edito/edizione=ed. seguente/i=s./ss.
Esempio=es. senza data=s.d.
fascicolo/i=fasc./fascc. senza luogo=s.l.
foglio/fogli=f./ff. scatola/e=scat./scatt.
inventario=inv. serie=s.
manoscritto/i=ms./mss. tavola/e=tav./tavv.
membranaceo=membr. tipografia=tip.
nota dell’autore=n. d. a. vedi=v.
nuova serie=n.s.. verso=V    
       

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